Lo squadrone bianco: pionieri del basket a Dolo

Lo Squadrone Bianco: pionieri del basket a Dolo

Alle origini della pallacanestro a Dolo

Le origini della pallacanestro a Dolo precedono di molti anni la memoria sportiva più recente e si collocano nel contesto dell’Italia degli anni Trenta, periodo in cui anche questa disciplina, allora ancora giovane, stava gradualmente diffondendosi sul territorio nazionale. In quegli anni operava in paese una formazione cestistica denominata O.N.D. Dolo, acronimo di Opera Nazionale del Dopolavoro, ente che svolse un ruolo rilevante nella promozione delle attività sportive e ricreative dell’epoca.

Il movimento cestistico italiano era allora articolato su tre livelli competitivi: la Divisione Nazionale, massima categoria che solo in seguito avrebbe assunto la denominazione di Serie A, la Prima Divisione e la Seconda Divisione. I campionati si svolgevano secondo formule spesso complesse, basate su gironi eliminatori e concentramenti finali; la documentazione ufficiale relativa alle categorie inferiori risulta oggi frammentaria, con lacune significative soprattutto in merito alle sedi e agli esiti delle fasi conclusive.

In questo quadro, fonti ufficiose — tra cui il volume C.S. Dolo Story di Walter Martire — e testimonianze storiche locali riferiscono che la squadra dolese, soprannominata “lo Squadrone Bianco” per il colore delle divise da gioco, avrebbe conseguito un significativo quarto posto in una fase finale di carattere nazionale disputata a Bari. Si trattò, per una realtà di provincia, di un risultato di assoluto rilievo, capace di collocare Dolo tra i centri attivi del basket italiano di quel periodo pionieristico.

A comporre quella formazione erano atleti destinati a lasciare un segno duraturo nella memoria sportiva locale: Antonio Pasetto, Giovanni Spillere, Tullio Cacco, Franco Piasentin, Walter Secco, Dino Chino, Eros Boscaro ed Ennio Tonelli. I loro nomi rappresentano oggi le prime tracce documentabili di una tradizione cestistica che, seppur con lunghe interruzioni, avrebbe trovato modo di proseguire nel tempo.

L’avvento della Seconda Guerra Mondiale determinò tuttavia una brusca sospensione dell’attività sportiva. Anche a Dolo la pallacanestro cessò di essere praticata in forma organizzata, e quel primo nucleo di esperienza e passione rimase inattivo per quasi trent’anni, in attesa di un contesto storico e sociale favorevole che ne consentisse la rinascita.