I Nostri Sponsor

“Le glorie dei Dolphins”. Giovanni “Gianni” Riato. La storia. Dolese doc, la sua passione pura, i ricordi e le emozioni.

giovanni_riatto (2)“Ricordo ancora la prima amichevole della squadra giovani, abbiamo giocato a Marano di Mira nel campo all’aperto dietro alla chiesa e abbiamo anche vinto”.

Sono passati quasi 50 anni ma a rievocare quei momenti gli occhi si illuminano ancora e sul viso appare un grande sorriso, lo stesso di quando era un giovane studente delle scuole medie di Dolo e il professor Calzavara lo fece giocare per la prima volta a basket.

Giovanni “Gianni” Riato, stimato pasticcere di Dolo, che gestisce con la sorella Serenella la storica “Pasticceria Riviera” in via Mazzini, ricorda la sua carriera di giocatore, di appassionato e tifoso di basket, ovviamente targato Dolo.

Una famiglia di sportivi.

La famiglia Riato è legata in modo indissolubile allo sport.

Romualdo “Beppari” Riato, padre di Gianni e Serenella, è stato giocatore del Calcio Dolo a metà degli anni ’30 ricoprendo il ruolo di terzino, poi fece parte del consiglio direttivo e collaborò con il settore giovanile del Calcio Dolo. E’ ancora ricordato per la famosa frase “Alta e bea” per descrivere come doveva essere un rinvio dalla difesa. Beppari è ricordato nel libro “Dolo Story” di Walter Martire. Romualdo Riato nel 1952 fondò la pasticceria “Riviera” in via Mazzini, ancora gestita dalla famiglia con i fratelli Giovanni e Serenella.

Serenella Riato invece fu un’eccellente pattinatrice, con le squadre di Dolo e di Spinea, conquistando 5 titoli nazionali e indossando anche la maglia della nazionale azzurra.

Gianni invece è legato in maniera indissolubile alla storia del basket a Dolo.

 

Basket e Dolo, i pionieri.

I primi riscontri sulla pallacanestro a Dolo ci sono attorno agli anni ’30 con la formazione chiamata O.N.D. Dolo, soprannominata lo “squadrone bianco” per i colori delle maglie, composta da Antonio Pasetto, Tullio Cacco, Giovanni Spillare, Walter Secco, Franco Piasentin, Corrado e Libero Danieletto, Dino Chino, Ennio Tonelli ed Eros Boscaro, che giocarono la finale a Bari conquistando un quarto posto.

 

Gianni e il basket.

“I primi palleggi li ho fatti nel 1969 alle scuole medie, grazie al prof. Calzavara. Con me c’erano tra gli altri il dottor Calzavara, il dottor Nalon, Massimo Marigo, Renzo Segato e Massimo Tosarelli. Ci siamo subito appassionati”.

Contemporaneamente un altro gruppo di amici (Daniele Paolin, Livio Gottardo, Paolo Fortunati), era sempre il 1969, fondarono la Fulgor Dolo, squadra di basket presieduta da Sandro Simionato.

“Ci siamo avvicinati alla società – ricorda Gianni Riato – che, grazie all’interesse della parrocchia e di don Valerio, aveva costruito il primo campetto all’aperto nel patronato di San Rocco”.

Al tempo c’erano due squadre giovanili e la squadra “senior” che militava in Prima Divisione. “Si giocava di domenica – dice Riato – si giocata all’aperto ed eravamo stati inseriti nel girone di Padova. Ricordo ancora la prima amichevole della squadra giovani, abbiamo giocato a Marano nel campo all’aperto dietro alla chiesa e abbiamo anche vinto”. Gianni Riato era una guarda tiratrice molto dinamico e forte in difesa.

Come non ricordare le divise di lana che facevano un caldo impressionate o l’approccio con i primi palazzetti.

“Quella volta che siamo andati a giocare a Belluno contro il Feltre siamo rimasti sbalorditi dalla bellezza della struttura”.

L’esperienza di Gianni durò fino alla fine degli anni ’70. “Ad inizio degli anni ’80 – spiega – causa una norma che vincolava le squadre ad avere un campo al coperto, la società si è sciolta”.

Ma la passione non poteva essere sciolta o messa da parte, e supera ogni difficoltà. “Ci trovavamo lo stesso a giocare durante la settimana di sera come amatori nelle palestre delle scuole di Dolo e Sambruson. Ad alcune di queste partite ha partecipato anche Chuck Jura”.

Per chi non lo conoscesse Chuck Jura, era un giocatore americano che al tempo abitava a Cazzago e militava nella Superga Mestre. Aveva giocato in serie A ed è stato uno dei più grande giocatori che hanno mai calcato un parquet in Italia. “Meneghin – ricorda Gianni Riato – lo aveva definito come l’avversario più ostico che abbia mai affrontato”.

A fine anni ’80 fu costruito il palasport di Dolo e fu fondata una nuova società che si chiamava sempre Fulgor Dolo. “Disputammo il campionato di Prima Divisione. La prima stagione arrivammo in semifinale ai playoff mentre la seconda in finale ma fummo sconfitti.

Si arriva poi al giorni nostri, è il 2004, con Gianni Riato che è uno dei fondatori dei Dolphins Dolo assieme a Daniele Paolin e Luciano Orano.

Attualmente ricopre il ruolo di consigliere e non si perdere una partita della squadra “Senior”.