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Aquilotti: Torneo di Matera 2012
Ottimo 9° piazzamento

AQUILOTTI 2001 – 2002 AL XXo TORNEO INTERCONTINENTALE DI MATERA (17 – 23 giugno 2012): IN BASILICATA CON IL CUORE E LA PALLA DA BASKET

Informazioni utili per gli accompagnatori a Matera e Policoro

Il cuore oltre l’ostacolo e la palla da basket sotto il braccio. Crescono così, gli Aquilotti. Generosi: arricchiscono di forza ed entusiasmo la loro passione sportiva.

A Matera sono stati meravigliosi: come sempre, più di sempre. Su sette partite, sei vittorie e una sola sconfitta: contro il Pesaro (‘Project’, squadra ‘confezionata’ ad hoc su selezione per il torneo), regina della classifica. Che, in finale, ha battuto Roseto degli Abruzzi di 29, quando i punti distacco rispetto ai Delfini, nello scontro diretto, sono stati 31. Può bastare?

Riflessioni poco importanti, queste sul punteggio, che svolgo solo per dovere di cronaca. Chi sta leggendo sa che proprio non ci riesco, a fare la cronista sportiva. Cerco dunque di vedere altro, per supplire al mio difetto. E comunque gironi e punteggi sono tutti documentati nel sito della Pielle Matera.

E allora, la sostanza della ‘sei giorni’ lucana non è la classifica. E’ la storia di crescita di quattordici bambini, ai quali questa associazione ha dato l’opportunità (speciale) di stare insieme in modo non conforme a quello al quale sono abituati. Soli, con il loro allenatore e due accompagnatori. Lontano dalle trepidazioni di mamma e papà. Autonomamente alle prese con la gestione delle loro esigenze, paure, risorse.

Chi ha avuto la fortuna di stare loro vicino – seppure a distanza – ha gioito. Serenità: dentro le due casette di legno dove i cuccioli hanno fatto nido e disordine, la si respirava. Nelle chiacchiere prima della buonanotte, ci hanno raccontato gli splendidi Marina e Andrea, nei giochi sulla spiaggia e nel villaggio, spensierati come si conviene all’infanzia.

Che regalo, ‘Basket Dolo Dolphins’, questa esperienza. Quante società sportive locali ‘blasonate’ sanno essere così lungimiranti?

Quarantasette squadre e mille ragazzini alla sfilata inaugurale nelle vie di Matera: un serpente di cappellini e magliette bianche in una babele di lingue e inflessioni. Dolo tra l’Algeria e la Giordania: ad aprire il corteo l’Argentina e poi Albania, Palestina, Estonia, Bosnia. Il Nord, il Centro e il Sud della Penisola nei tanti colori dei pantaloncini delle divise: lo stesso fremito, lo stesso orgoglio dell’appartenenza al gruppo, la stessa voglia dello scontro agonistico leale ad animare mani e piedi che calcano le antiche strade dei Sassi. E chi se lo dimentica, uno spettacolo così? Chi, dei piccoli, dimenticherà la piazza centrale di Matera, la sera della finale, un’Alhambra accesa di luci e di emozioni in attesa della ‘Madonna della Bruna’ il 2 di luglio? E questo Sud, questo Meridione che li ha avvolti in un abbraccio rovente, se lo porteranno nella memoria?

Adesso do il via alla mia digressione. Avevo avvertito chi mi ha chiesto di scrivere questo pezzo: non posso a farne a meno. Perché la Basilicata, io, ce l’ho nel sangue. Il nonno dell’Aquilotto Giovanni è nato a Pisticci, a una manciata di chilometri da Policoro, dove i Dolphins hanno disputato con onore il loro torneo estivo.

Il primo ricordo di questa terra è una fotografia sovraesposta: luglio di trentadue anni fa, a conclusione di un viaggio di famiglia verso le origini, da Venezia, a bordo di una Giulia Alfa Romeo 1300 ’blu francese’ – forse perché era bluette? – rigorosamente senza aria condizionata. Papà alla guida, nonno Emanuele a fianco. Risveglio in un letto alto alto a Montalbano Jonico, provincia di Matera, a casa della sorella di nonno, zia Cenzina. Ore sette: di là degli scuri solo un bianco abbagliante, riflesso dai muri e dal selciato. Vento d’Africa a lucore di perle macinate. Silenzio abbacinato rotto dalla litania di Rodolfo, il pizzicagnolo, che ramazzando l’uscio del negozio intona ‘Marònn’, josc che caùr!’ (Madonna, oggi che caldo!) e si terge il sudore dalla fronte.

E poi: struscio serale lungo il corso, ancora tiepido di sole, con la procugina più grande (ora ad Aosta, ‘perché di qui, dopo la laurea, partono tutti verso il Nord’, ci ha spiegato Mimmo dell’Aquarius Village – dolente Meridione!) e l’imbarazzo di un’adolescente goffa e paffuta (bionda, però: faceva la differenza) all’incrocio con quegli sguardi lunghi/scuri/profondi (ahia, i Maschi Latini cantati anche da Gianna Nannini!)

E poi: nella galleria dei fotogrammi perduti la meraviglia dell’acqua di Metaponto, arancione di tramonto, dove i piedi accarezzano ciottoli e il mare è come cristallo – l’abitudine alla polvere e al limo dei Lido rende gioiosa la scoperta dello Jonio.

Ora che sono vecchia di esperienze e comincio ad assaporare la saggezza, la Lucania mi è entrata anche nel cuore.

Perché è una terra imperfetta e quindi, per i suoi difetti, non si può non amarla.

Perché è una terra povera, segnata dall’emigrazione, dal crollo demografico, dalla riforma fondiaria che ne ha snaturato il volto, dallo sfollamento dei Sassi di Matera decretato con legge dallo Stato nel 1952 (a causa del sovrappopolamento erano divenuti malsani) – ma quanti sanno che Matera è anche la prima provincia del meridione, nel 1943, a essersi ribellata all’occupazione nazifascista?

Perché è una terra ricca: di storia, per cominciare. Nell’ottavo secolo avanti Cristo coloni greci approdarono sulle rive lucane dello Jonio, dando vita alla Magna Grecia: Metaponto, Siris (Nova Siri), Heraclea (Policoro) ne furono i centri più importanti.

Perché è una terra ricca di natura. Di sole, di mare, di terme, di laghi, di montagne (le Dolomiti Lucane sono strepitose).

Perché è una terra generosa, come i nostri Delfini, che sa accogliere, che sa donare i suoi frutti (le albicocche succose, ce le ricordiamo?), che è pronta a dividere, senza risparmiarsi, ciò che ha.

Perché è una terra che dà tanto e pensa di dare poco, come i nostri Delfini cuccioli: e quindi non si può non amarla.

Arrivederci al 2013, Basilicata on the coast!

Filmografia consigliata: ‘Basilicata coast to coast’, 2010, diretto da Rocco Papaleo.

Bibliografia consigliata: ‘Mille Anni che sto qui’, Mariolina Venezia, Einaudi – I coralli.

Semplicemente imperdibili.

Ilaria

Informazioni utili per gli accompagnatori a Matera / Policoro

L’idea è quella di fornire (partendo dal presupposto che i ragazzi siano alloggiati presso il Centro Nautico “Aquarius” di Policoro Lido) alcune soluzioni ai genitori che, come noi ma dopo di noi, vogliono accompagnare gli atleti in questa stupenda avventura.

  1. L’alloggio: i ragazzi stanno, e devono stare, tra di loro, con il loro allenatore e l’accompagnatore… e noi?
    • E’ la prima domanda che ci siamo trovati ad affrontare e l’abbiamo risolto con l’Hotel Heraclea che non è troppo distante dalla spiaggia che frequentano i ragazzi ma nemmeno troppo vicino per rappresentare una presenza incombente.
  2. Gli spostamenti: i ragazzi si spostano da e per le partite su mezzi messi a disposizione dall’organizzazione… e noi?
    • Sia che siate andati con loro in autobus (non è così pesante come state pensando) o li raggiungiate in aereo (arrivando e partendo da Bari) il noleggio dell’auto è pressochè obbligatorio se si vuole mantenere un minimo di autonomia; Gli alberghi, certo, sono attrezzati con il noleggio di biciclette ma se capita come a noi una settimana a 39°… penso rimpiangerete la mancanza di aria condizionata… se siete in autobus, chiedete all’albergo altrimenti, se siete in aereo, dovrete per forza averla noleggiata per raggiungere Policoro.
  3. Pranzi e Cene: i ragazzi sono in trattamento di pensione completa… e noi?
    • Per il nostro soggiorno abbiamo optato per un trattamento di Bed&Breakfast in modo da poter essere liberi da ogni vincolo; La ricerca di locali in cui mangiare è stata un piccolo dramma ma, alla fine, siamo riusciti a mangiare bene ed a spendere un prezzo equo. Per facilitare le cose ecco alcuni riferimenti:

 

   
  • Ultimo giorno a Matera: Se vi dovesse capitare una settimana di giornate torride come quelle che abbiamo passato noi, pensate che nell’ultimo giorno si giocano sia le semifinali che le finali su campi quasi tutti all’aperto; diventa fondamentale, quindi, riuscire a ritemprare le energie durante la pausa pranzo.
    La soluzione che ci è stata consigliata, e che si è rivelata un toccasana, è stata quella di andare a pranzare in uno dei locali all’interno dei “sassi”.
    Vi consigliamo di rimanere nel locale quanto più tempo possibile per sfuggire al caldo e riposarvi prima della maratona finale del pomeriggio/sera… considerate che la manifestazione terminerà verso mezzanotte.

Riccardo

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