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Andrea Mazzon al Liceo Scientifico Sportivo di Dolo

Venerdi 16 dicembre il coach Andrea Mazzon ha passato una mattinata al Liceo Scientifico Sportivo di Dolo su invito del Prof. Borgo, coordinatore della sezione sportiva dell’istituto.

L’accoglienza dei ragazzi è stata molto calorosa: tutti  sono a conoscenza della situazione odierna della Reyer, conoscono perfino i giocatori uno ad uno e l’affetto nei loro confronti è  diffuso, oltre che a Dolo,  anche in tutta la Riviera del Brenta.

L’anno scorso, quando la squadra ha disputato una partita amichevole nella palestra di Dolo , il pubblico presente ha vissuto in modo entusiastico l’evento. Inoltre il rapporto con la società  Dolphins Dolo  è ormai consolidato da anni e numerosi ragazzi della cittadina giocano nelle file delle nostre squadre giovanili, a testimonianza della fertilità del lavoro tecnico svolto dalla locale società di basket, guidata dal Presidente Massimo Pavan, subentrato in questa annata sportiva dopo il periodo pionieristico di  Daniele Paolin.

Il coach ha parlato ai ragazzi presenti di molte cose, riuscendo a catturare la loro attenzione per più di un’ora .  Si è trattato di una vera e propria lezione e non sono mancati i riferimenti letterari , per esempio alla passione giovanile del coach , il romanzo di Jack Kerouac “On the road”. Questo libro , che racconta le avventure di un gruppo di ragazzi che rifiutano  di accettare occupazioni e legami stabili e sono alla ricerca di se stessi percorrendo grandi distanze con tutti i mezzi di fortuna possibili, è stato un costante compagno di viaggio per il coach in un’esperienza formativa  simile vissuta  con mezzi di fortuna proprio negli States.

Non sono mancati i riferimenti filosofici  a Socrate e alla sua fortissima  esortazione  alla ricerca interiore, che deve caratterizzare la vita di ciascuno e all’ammonimento di Nietzsche  a non pensare di avere  acquisito la verità  una volta per tutte poiché questa non esiste in modo preordinato.  Molti sono stati anche i riferimenti alla cultura orientale, che esorta ogni essere umano a perseguire fino in fondo anche degli obiettivi che sembrano all’uomo comune irraggiungibili.

Tantissimi sono stati quindi i riferimenti culturali nella lezione del “Prof. Mazzon”, che non ha mai smesso, dal primo momento del suo intervento fino all’ultima parola, di esortare i ragazzi a scoprire se stessi senza pregiudizi e senza la cupezza che aleggia negli ultimi tempi intorno al mondo giovanile.

I ragazzi non hanno sicuramente bisogno di qualcuno che sezioni i loro atteggiamenti per poi condannarli in modo incomprensibile  ad una emarginazione nel lavoro, nella scuola e nella società.

Hanno bisogno di persone che abbiano fiducia nelle loro capacità e che facciano di tutto per garantire loro uno spazio importante per loro nella società di domani.

Hanno bisogno che la fiducia nelle proprie capacità che il coach ha auspicato diventi energia creatrice e costruttrice di un mondo fatto a misura di ragazzi, oltre che di esseri umani.